Il Coraggio di Non Essere “Normali”: La Visione che Alimenta SìAMO dal 2018
Nel 2019, a un anno dalla nascita del nostro movimento, scrivevo parole che oggi, nel frastuono del conformismo, risuonano con una forza ancora più necessaria. Non erano sfoghi passeggeri, ma la conferma della rotta che avevamo tracciato fin dal 2018.
“Sarete tutti arrabbiati con me perché, da sempre, come sempre, sono un idealista. Uno che crede sia giusto combattere anche contro i mulini a vento. Sono colpevole, lo ammetto! Per questo devo chiedere scusa ai miei figli, a mia madre e mio padre, ai miei fratelli ed a mia sorella, a mia moglie ed a tutti quelli che avrebbero avuto diritto di avere una vita “normale” che, nonostante tutto, io non posso garantire.
Abbiate pazienza! È che odio la finta “normalità” che ci hanno creato attorno, che incide sulla mia e la vostra vita. Odio i gobbi, i mezzi uomini, i gestori del potere per conto terzi. Odio quelli intelligenti che continuano ad indicare i sintomi da combattere ma non parlano mai della malattia che affligge la nostra società. Odio i detentori della verità! Quelli che non hanno mai dubbi, quelli che non si mettono mai in discussione, quelli che per non sporcarsi preferiscono chinarsi e quelli che vivono chinati e preferiscono farsi sporcare da altri per raccogliere le briciole.
Abbiate pazienza! Perché non è il racconto di una piccola vita a cambiare il mondo, lo so anche io, ma la lotta di un grande gruppo, ed il gruppo è sempre costituito da tante piccole vite di uomini e donne che hanno il coraggio di affrontare i propri demoni e solo il senso del dovere, la dedizione, la coerenza, il coraggio delle idee potrà cambiare qualcosa.”
Oggi quella “malattia” della società che denunciavo è diventata cronica, ma la nostra risposta, iniziata nel 2018, si è fatta ancora più solida grazie all’impegno di chi non si è mai arreso. Non posso non ringraziare Laura, Massimo, Gianluigi, Mauro, Moreno, Cesare, Paolo, Giulia, Giuliana, Giovanni, Marco e tanti, tantissimi altri che lavorano con dedizione costante alle innumerevoli attività necessarie al movimento. Sono loro le “piccole vite” che, unite, formano quella forza d’acciaio chiamata SìAMO.
Se allora chiedevo pazienza, oggi pretendo coerenza. Perché la “normalità” che ci hanno costruito attorno è una prigione di briciole, e noi siamo qui per scardinare le sbarre. Non c’è spazio per chi preferisce restare chinato. C’è spazio solo per chi ha il coraggio di stare in piedi e sporcarsi le mani insieme a noi, come facciamo, instancabilmente, dal primo giorno.
Emiliano Gioia
Segretario Nazionale SìAMO
