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IL MANTELLO DI ERCOLE E LA DERIVA DEI BARCHINI: LA STORIA NON SI SCRIVE CON LE OPINIONI

La politica, diceva Gramsci, è l’arte di guardare lontano. Oggi, invece, osserviamo un ceto intellettuale che, nel tentativo di darsi una veste di dissidenza, galleggia come un barchino alla deriva, incapace di leggere la tempesta in cui siamo immersi.

La nascita di “Agorà” è un segnale che accogliamo con interesse analitico, ma la nostra partecipazione non può essere data per scontata.

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Dal chavismo al chattismo: due parabole personalistiche di cui dobbiamo fare a meno

Nel percorso di costruzione di una forza politica che ha l’ambizione di essere reale, solida e strutturata, il pericolo più grande non arriva mai dall’esterno, ma dalla progressiva sostituzione del progetto collettivo con l’ego del singolo. È una deriva identitaria che si manifesta in modi differenti a seconda del contesto storico e tecnologico, ma che produce la medesima paralisi e gli stessi identici danni strutturali. Oggi ci troviamo a dover fare i conti con due degenerazioni speculari della militanza: il chavismo e il chattismo. Due parabole personalistiche da cui dobbiamo prendere nettamente le distanze.
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ANALISI CRITICA: La verita’ sulla replica dell’avvocato Chialastri e il fallimento del DDL Cieli Blu

Abbiamo letto il testo in difesa del DDL Cieli Blu scritto dall’avvocato Chialastri. Analizzando la sua risposta Vi spieghiamo cosa sta succedendo: siamo di fronte al panico giuridico di chi e’ stato colto con le mani nel sacco. La replica dell’avvocato non e’ una difesa tecnica, ma la conferma ufficiale di ogni singola falla strutturale che avevamo denunciato nei giorni scorsi. Riga dopo riga, crolla la maschera della farsa burocratica d’importazione e si palesa il danno strategico per i cittadini.

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Il Tevere non accetta scorie: il 20 giugno la Tuscia scende in acqua contro il deposito nucleare

Un’azione concreta, diretta, che nasce dalla terra e si prende l’acqua per difendere il futuro di un intero territorio. Sabato 20 giugno 2026 la Tuscia si mobilita contro l’ipotesi di localizzazione del deposito nazionale dei rifiuti radioattivi, e lo fa con una grande manifestazione fluviomandataria sul Tevere.

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IL VALORE DELL’INFORMAZIONE NON SI SOSTITUISCE: SOLIDARIETÀ AI PROFESSIONISTI DI BYOBLU

COMUNICATO STAMPA

Il movimento SìAMO esprime la massima solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della redazione di Byoblu, improvvisamente privati dell’accesso ai canali ufficiali e ai frutti del proprio lavoro.

Quando l’informazione, anche quella che nasce sotto la bandiera del dissenso, viene egemonizzata e personalizzata, il rischio che si inneschino dinamiche di potere capaci di influenzare, fare tendenza e infine distruggere è altissimo. Lo avevamo detto chiaramente alla nascita dell’emittente e, purtroppo, i fatti recenti sembrano confermare quella prognosi.

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A PROPOSITO DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER LA MODIFICA DELL’ART. 11 DELLA COSTITUZIONE

Attualmente l’articolo 11 della Costituzione recita così: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo». La modifica lo rende come segue: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, in conformità ai principi e ai diritti garantiti dalla Costituzione, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».

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Il salotto di Gerusalemme e il crollo dei guru: perché il caso Erri De Luca non ci appartiene

Le recenti dichiarazioni di Erri De Luca al Festival Internazionale degli Scrittori di Gerusalemme hanno sollevato il solito, prevedibile polverone nel panorama culturale italiano. Lo scrittore ha espresso un aperto sostegno al sionismo, definendolo come il diritto degli ebrei a una patria, e ha respinto l’accusa di genocidio per i fatti di Gaza, parlando di “effetti inevitabili” di una guerra in cui il nemico si trincera tra i civili. La reazione dell’establishment progressista è stata immediata: il silenzio, l’ostracismo, la cancellazione dai programmi e il fango mediatico verso l’ex icona intoccabile.

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L’alternativa esiste e spiazza tutti: anche DSP Roma appoggia la proposta di SìAMO sui rifiuti

Quando la verità dei dati tecnici incontra la realtà dei fatti, le vecchie barriere ideologiche crollano. Il recente posizionamento di DSP Roma, che ha dichiarato pubblicamente il proprio appoggio alla proposta operativa di SìAMO per la gestione dei rifiuti nella Città Metropolitana, dimostra una cosa sola: la nostra non è utopia, è l’unica via d’uscita concreta al disastro ambientale e strategico che il Comune di Roma vuole imporre con l’inceneritore di Santa Palomba.

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L’ITALIA SI RIPRENDE LE CHIAVI DI CASA: PERCHÉ SìAMO IN TRINCEA PER LA NEUTRALITÀ PERMANENTE

Nessuna decisione dall’alto. L’assemblea nazionale del movimento SìAMO si è riunita e ha deliberato la linea: appoggio totale e mobilitazione immediata per la proposta di legge di iniziativa popolare sulla neutralità permanente.

Una scelta di campo netta, strategica e irrevocabile, che mette al centro l’indipendenza reale del nostro Paese e la difesa della Costituzione contro i signori della guerra e i burocrati sovranazionali.

Ecco perché questa non è una finta alleanza politica, ma una battaglia di liberazione nazionale che ci vede in prima linea.

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CIELI APERTI: La legge che può davvero portare i responsabili in tribunale

In Italia esiste già una proposta di legge sul tema delle emissioni aeronautiche non convenzionali: il DDL “Cieli Blu”, attualmente in raccolta firme. Il tema è reale, l’urgenza anche. Ma una buona causa merita strumenti all’altezza. I promotori di “Cieli Blu” non sono stati incisivi: senza strumenti probatori adeguati, senza obblighi precisi a carico degli enti di controllo, senza un registro pubblico verificabile e senza meccanismi che costruiscano il nesso causale tra emissione e danno, anche la norma più severa sulla carta non produce una sola condanna in aula. Il risultato è una proposta che appare valida più per raccogliere consenso e firme che come reale strumento capace di mettere a rischio chi deve essere perseguito. Le firme si raccolgono, l’entusiasmo cresce, ma i responsabili restano al sicuro. Il DDL “Cieli Aperti” del Movimento Siamo nasce per colmare questo vuoto con strumenti concreti, tecnicamente fondati e giuridicamente applicabili. La differenza non è di opinione. È di metodo.

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