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L’ORA DELLA DIGNITÀ

Riforma Previdenziale SìAMO: Fine del Sequestro della Vecchiaia

Questa riforma non è un semplice aggiustamento tecnico, ma una redistribuzione forzata della ricchezza per garantire il diritto al riposo e la fine della povertà senile. Riportiamo l’uomo al centro, cancellando decenni di algoritmi punitivi che hanno trasformato il lavoro in una condanna a vita.

ARTICOLATO DELLA RIFORMA

Articolo 1 – Il Diritto al Riposo (Binario Lavoro): Si stabilisce il diritto al pensionamento al compimento dei 62 anni di età con almeno 20 anni di contributi, oppure con 41 anni di versamenti indipendentemente dall’età (Quota 41). Per i lavori usuranti, gravosi o in presenza di disabilità superiore al 74%, l’uscita è anticipata a 58 anni.

Articolo 2 – Abolizione delle “Finestre Mobili”: Viene cancellato ogni periodo di attesa tra la fine del lavoro e l’erogazione della pensione. Il primo assegno deve essere accreditato il mese solare immediatamente successivo all’ultimo stipendio. In caso di ritardo tecnico, l’INPS è obbligata a corrispondere un acconto automatico del 90%.

Articolo 3 – Pensione di Dignità (Binario Sociale): Al compimento del 67° anno di età, ogni cittadino residente ha diritto a una prestazione universale di 1.200 euro netti mensili, indipendentemente dai contributi versati, assorbendo ogni altra forma di integrazione al minimo.

Articolo 4 – Tetto di Solidarietà e Rimodulazione: Si istituisce un tetto massimo invalicabile di 5.000 euro netti mensili. Sulle pensioni eccedenti i 2.500 euro netti si applica un prelievo progressivo: 5% tra 2.500-3.000€; 10% tra 3.000-3.500€; 20% tra 3.500-5.000€; 35% sulla quota oltre i 5.000€ (calcolata prima del taglio netto al tetto).

Articolo 5 – Scudo Fiscale e No Tax Area: La soglia di esenzione totale (No Tax Area) è elevata a 15.000 euro annui. Sulla quota contributiva delle pensioni medie si applica una Flat Tax del 15%. Vengono abolite le addizionali regionali e comunali per i trattamenti sotto i 3.500 euro.

Articolo 6 – Prelievo sul Business Previdenziale Privato: Istituzione di un’imposta straordinaria del 26% sui profitti dei fondi pensione privati e delle polizze vita. Viene introdotto un prelievo dello 0,5% sui premi assicurativi incassati, destinato al fondo pubblico per la dignità.

Articolo 7 – Risarcimento sul Precariato: Maggiorazione contributiva del 2% a carico delle aziende con oltre 50 dipendenti che abusano di contratti non stabili (oltre il 30% della forza lavoro), per finanziare le uscite anticipate e risarcire il danno sociale inflitto ai lavoratori.


CONFRONTO SINOTTICO: SISTEMA ATTUALE VS RIFORMA SìAMO

Parametro Stato Attuale (Ingiustizia) Riforma SìAMO (Dignità)
Età Uscita 67 anni (legata all’aspettativa di vita) 62 anni (Fissa e certa)
Pensione Minima/Sociale Circa 534 € (Soglia di povertà) 1.200 € Netti
Finestra di Attesa 3-9 mesi senza stipendio né pensione Zero giorni (Continuità totale)
Pensioni Massime Nessun tetto (Pensioni d’oro intoccate) Tetto massimo 5.000 € netti
Tassazione IRPEF alta + Addizionali Regionali/Comunali No Tax Area 15k + Flat Tax 15%

L’ITER PARLAMENTARE: IL CAMMINO DELLA LEGGE

Perché questa riforma diventi realtà, l’iter non seguirà le logiche dei compromessi di palazzo, ma la forza della mobilitazione.

Fase Descrizione dell’Azione
1. Deposito Presentazione come Legge di Iniziativa Popolare. Denuncia pubblica dell’incostituzionalità delle finestre mobili.
2. Commissione Argomentazione delle coperture: spostamento dei fondi dal business delle assicurazioni private alla previdenza pubblica.
3. Discussione Nessun emendamento al ribasso. O si vota la dignità (1.200€) o si vota contro il popolo.
4. Attuazione Riorganizzazione digitale INPS per l’accredito immediato del primo assegno.

ARGOMENTAZIONE E SOSTENIBILITÀ

I soldi ci sono, sono solo nel posto sbagliato. Per decenni ci hanno detto che il sistema era insostenibile mentre venivano regalate pensioni d’oro a chi non aveva mai versato i contributi corrispondenti.

  • Redistribuzione: Preleviamo dai trattamenti superiori ai 2.500 euro per finanziare chi ne prende 500.
  • Giustizia Assicurativa: Se le assicurazioni private lucrano sulla tua paura del futuro, è giusto che paghino un pedaggio per finanziare la tua sicurezza pubblica.
  • Lotta al Precariato: Chi sfrutta i giovani con contratti instabili deve pagare di più per permettere a chi è anziano di andare in pensione, liberando posti di lavoro dignitosi.

“Non è assistenza, è risarcimento. Non è una proposta, è un’intimazione. Prepariamo la chiave inglese.”

Lo Shock Economico della Dignità

Perché dare soldi ai pensionati significa far ripartire l’Italia intera.

La nostra riforma non è una spesa, è un investimento ad alto rendimento. Quando lo Stato sposta ricchezza dalle grandi rendite ai pensionati da 1.200 euro, innesca un volano economico inarrestabile basato su tre pilastri:

1. Il Moltiplicatore dei Consumi

Un pensionato che passa da 500€ a 1.200€ al mese non porta quei soldi nei paradisi fiscali. Li spende subito e li spende sotto casa: alimentari, farmacia, artigianato, piccoli regali per i nipoti. Questo genera un aumento immediato della domanda interna che tiene in vita il piccolo commercio e le medie imprese italiane.

2. La Staffetta Generazionale Reale

Mandando la gente in pensione a 62 anni, liberiamo migliaia di posti di lavoro occupati da persone esauste. Questo permette l’ingresso dei giovani nel mercato del lavoro con contratti stabili. Un giovane che lavora è un giovane che può accendere un mutuo, creare una famiglia e smettere di essere un peso sociale.

3. Riduzione dei Costi Sociali

La povertà costa allo Stato. Un anziano che non può curarsi o riscaldarsi finisce per pesare molto di più sul Sistema Sanitario Nazionale. Garantire 1.200€ significa investire nella prevenzione e nella salute pubblica, riducendo le spese per le emergenze sociali.

CONFRONTO DELL’IMPULSO ECONOMICO

Soggetto Destinazione del Reddito Eccedente Impatto sul PIL
Pensione d’Oro (>5.000€) Risparmio, investimenti finanziari, beni di lusso esteri. Basso / Nullo
Pensione di Dignità (1.200€) Consumi primari, servizi locali, manutenzione casa. Altissimo

MENO RENDITE PARASSITARIE, PIÙ POTERE D’ACQUISTO REALE.

Questa è l’unica ricetta per far rinascere l’economia italiana.

IL PARADOSSO DEL “NO”

Chi ha paura della dignità? Ecco i veri motivi dietro il rifiuto della nostra riforma.


Dire “No” a una pensione minima di 1.200 euro e all’uscita a 62 anni sembra una follia economica e sociale. Eppure, una folla di “esperti”, politici e lobbisti è già pronta a gridare allo scandalo. Perché lo fanno? Il paradosso è che non dicono di no perché mancano i soldi, ma perché la nostra riforma rompe i loro giocattoli.

1. Le Assicurazioni Private (Il Business della Paura)

Loro dicono NO perché se lo Stato garantisce una vecchiaia serena, la loro “vendita del terrore” fallisce. Se non hai più paura di finire in miseria a 70 anni, smetti di regalare 200 euro al mese a fondi privati che investono i tuoi soldi in borsa. La nostra tassa del 26% sui loro profitti è l’incubo di chi ha trasformato la tua ansia nel loro dividendo.

2. Le Grandi Aziende (Il Ricatto del Precariato)

Loro dicono NO perché la “staffetta generazionale” toglie loro potere. Preferiscono un sessantacinquenne esausto e ricattabile che un giovane energico che esige diritti. Inoltre, il Malus del 2% sulle aziende che abusano di contratti a termine punisce il loro modello di business basato sullo sfruttamento “usa e getta”.

3. I “Mandarini” dello Stato (Le Pensioni d’Oro)

Loro dicono NO perché il Tetto di 5.000 euro tocca la carne viva dei privilegiati. Per decenni hanno scritto leggi su misura per garantirsi vitalizi e pensioni da nababbi calcolate col sistema retributivo, mentre a noi imponevano il contributivo puro. Tagliare i loro 15.000 euro al mese per darne 1.200 a chi ha lavorato nei campi o in fabbrica è, per loro, un’eresia.

LA TABELLA DELLA VERITÀ

Soggetto Cosa dice pubblicamente Cosa pensa veramente
Politico di Sistema “Non ci sono le coperture, il debito sale.” “Se tocco le banche e le assicurazioni non mi finanziano più la campagna.”
Lobbista Assicurativo “Bisogna incentivare la previdenza complementare.” “Vogliamo i vostri contributi per giocare in borsa, non per ridarveli.”
L’Economista TV “Il mercato del lavoro ha bisogno di flessibilità.” “Vogliamo gente che lavori fino alla morte per tenere bassi i salari.”

IL PARADOSSO È SERVITO:

Ti dicono che la riforma è impossibile perché sono loro a renderla tale per proteggere se stessi.

“Se camminiamo assieme, siamo una valanga.”

Assieme si può:
scopri come agire

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