ANALISI CRITICA: La verita’ sulla replica dell’avvocato Chialastri e il fallimento del DDL Cieli Blu

Abbiamo letto il testo in difesa del DDL Cieli Blu scritto dall’avvocato Chialastri. Analizzando la sua risposta Vi spieghiamo cosa sta succedendo: siamo di fronte al panico giuridico di chi e’ stato colto con le mani nel sacco. La replica dell’avvocato non e’ una difesa tecnica, ma la conferma ufficiale di ogni singola falla strutturale che avevamo denunciato nei giorni scorsi. Riga dopo riga, crolla la maschera della farsa burocratica d’importazione e si palesa il danno strategico per i cittadini.

Ecco la verita’ dei fatti, smontata punto per punto in base alle affermazioni stesse della promotrice:

L’autogol del Commercio Interstatale

L’avvocato ammette di aver guardato alle leggi americane e prova a giustificare l’inserimento nel testo italiano della dicitura “commercio inter-statale ed estero”, sostenendo che con quel termine intenda l’interno dello Stato italiano. Qualcuno le spieghi che in lingua italiana il termine interstatale significa tra Stati diversi, come ad esempio tra Italia e Francia. All’interno di un singolo Stato si usa la dicitura infrastatale o nazionale. L’unico motivo per cui nel suo testo compare questo paradosso e’ che ha copiato e incollato letteralmente dall’inglese Interstate Commerce, un pilastro del diritto federale statunitense che in uno Stato unitario come l’Italia non ha alcun valore legale. Questo vizio di tassatività macroscopico espone il testo a un’eccezione immediata di incostituzionalità ex Articolo 25 della Costituzione, permettendo a qualsiasi avvocato difensore di sistema di far congelare e decadere il processo.

La trappola del dolo specifico confermata

L’avvocato difende la scelta di punire solo chi agisce consapevolmente ed intenzionalmente per modificare il meteo, accusando i critici di fare confusione tra diritto civile e penale. La confusione la fa lei, poiche’ la trincea del diritto penale italiano conosce perfettamente i reati di pericolo oggettivo basati sul mero fatto materiale del rilascio di sostanze non autorizzate. Scrivendo che il reato scatta solo in presenza di una chiara intenzione geoingegneristica, lei obbliga il Pubblico Ministero a dimostrare la volonta’ soggettiva e cosciente di chi sta ai comandi. Se un pilota militare o una compagnia privata dichiarano che stavano effettuando esercitazioni o testando carburanti, il dolo specifico cade e il processo muore. Questo e’ il paravento perfetto per garantire l’impunità al nemico.

La barzelletta della confisca tardiva

L’avvocato sostiene che gli aerei verrebbero confiscati ex articolo 240 del codice penale, dimenticando che la confisca interviene solo a seguito di una condanna definitiva, ovvero dopo tre gradi di giudizio che in Italia richiedono circa sette o dieci anni. Nel frattempo, poiche’ la legge prevede una sanzione ridicola di 100.000 euro e nessuna misura cautelare reale d’urgenza e automatica, i colossi industriali e militari pagano quella che per loro e’ una banale tassa sul volo e continuano a operare sopra le nostre teste con totale garanzia di non subire blocchi immediati.

Il caos burocratico senza prove

L’avvocato cita l’Articolo 3 del suo testo elencando un calderone di enti come ENAC, ENAV e ISPRA che dovrebbero segnalare, ma conferma il vuoto assoluto del suo disegno di legge. Non esiste infatti alcun obbligo di campionamento d’urgenza entro sei ore a carico delle ARPA territoriali, che rappresenta l’unico modo per blindare la prova chimica sul campo prima che si disperda nell’aria. Senza prove materiali immediate, le segnalazioni burocratiche rimangono carta straccia del tutto inutile nei tribunali.

Le esenzioni che normalizzano il crimine

L’avvocato nega la presenza di deroghe, ma i testi parlano chiaro. Introdurre una legge speciale che regolamenta e prevede scappatoie burocratiche per motivi di ricerca o sicurezza significa che al nemico bastera’ catalogare i propri voli sotto quelle voci protette per renderli legalmente legittimi, aggirando i divieti assoluti gia’ previsti dal codice penale ordinario per disastro ambientale.

La sciattezza tecnica e la mistificazione del linguaggio non sono mai al servizio della collettività. Questa raccolta firme non fermera’ un solo aereo, ma in compenso centralizzera’ un immenso database nazionale con i dati sensibili di migliaia di attivisti in buona fede, utile solo a essere capitalizzato politicamente da precise correnti di sistema. Per combattere il potere non si normalizza cio’ che e’ un crimine contro l’umanita’.

Preparate la chiave inglese. Il segnale arrivera’.