Scuola e sanità non sono voci di bilancio
La scuola trattata come un’azienda produce un risultato preciso: programmi appiattiti, metodi che uniformano il pensiero, un livello culturale che si abbassa.
La Costituzione dice altro. L’articolo 33 stabilisce che “l’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento”. L’articolo 3 impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana.
Trasformare gli istituti in aziende, e gli studenti in clienti, tradisce questo mandato. La scuola non addestra esecutori. Forma cittadini capaci di pensare con la propria testa.
Lo stesso vale per la sanità. Salute e istruzione non sono costi da tagliare o far quadrare. Sono gli investimenti fondanti di una società civile. Su questi due terreni lo Stato deve poter investire anche a fondo perduto: mettere un tetto di spesa al futuro delle persone è inaccettabile.
Dirlo non basta. Chi denuncia questa deriva sui social e si ferma lì lascia lo spazio vuoto a chi oggi lo occupa con l’autoritarismo al posto dell’autorevolezza. Quello spazio si riprende con le persone, non con i commenti.
Per questo Movimento SìAMO chiede un passo semplice: tesserarsi. Non è un gesto legato a una scadenza. È l’unico modo per dare corpo, letteralmente, a chi oggi ha solo parole.
Qualità della scuola, libertà d’insegnamento, valore del sapere: non si difendono a distanza.
Tesserati ora