Il Sottile Smantellamento: Come le Assicurazioni Private Stanno Ridisegnando la Sanità Italiana tra Conflitti d’Interesse e Politica

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è stato a lungo un pilastro di civiltà in Italia, garante di un accesso universale e solidale alle cure. Oggi, questo modello è sottoposto a un assedio non dichiarato, attuato non con una singola riforma radicale, ma attraverso un lento e sistematico degrado indotto. I segnali di questa erosione sono evidenti per ogni cittadino: liste d’attesa che si allungano a dismisura, rendendo la cura tempestiva un lusso e non più un diritto; un
sottofinanziamento cronico che mantiene la spesa sanitaria pubblica inferiore ai nostri partner europei; e l’aumento incessante della spesa out-of-pocket – ciò che i cittadini pagano di tasca propria. Questo stato di crisi crea il terreno fertile ideale per l’ascesa delle forze che ambiscono a trasformare la salute da diritto garantito dallo Stato a merce regolata dal mercato: le compagnie assicuratrici. Il vero motore di questa trasformazione è la crescita della sanità integrativa e privata, un settore che negli ultimi anni ha visto i premi raccolti crescere a tassi esponenziali, un incremento che va di pari passo con la riduzione dei servizi pubblici e che dimostra un massivo trasferimento di risorse dalla fiscalità generale al circuito privato. Grandi gruppi assicurativi e fondi sanitari, spesso resi obbligatori dai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, si presentano come l’unica “soluzione” ai problemi del SSN, creando un “doppio binario” che dirotta la domanda verso le strutture private convenzionate. Le assicurazioni traggono profitto diretto dall’inefficienza del sistema pubblico: più il SSN è lento e insufficiente, più l’alternativa privata, basata sul rimborso assicurativo, diventa una necessità imposta, e non una semplice opzione, per ampie fasce della popolazione. Questa strategia del doppio binario è potentemente sostenuta dal lobbying politico. Le associazioni di categoria delle assicurazioni operano attivamente per mantenere e ampliare gli incentivi fiscali per le polizze sanitarie, di fatto spostando risorse pubbliche (sotto forma di mancate entrate statali) verso il sistema privato. Questa dinamica è aggravata dal fenomeno delle “porte girevoli” (pantouflage), dove figure politiche ed ex-dirigenti pubblici transitano verso ruoli ben remunerati in consigli di amministrazione o come advisor di grandi gruppi sanitari o assicurativi privati. Sebbene l’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC) sia chiamata a monitorare e sanzionare questi passaggi, il fenomeno evidenzia un conflitto d’interessi strutturale che garantisce che le decisioni pubbliche non minaccino, ma al contrario alimentino, il settore privato. L’influenza delle assicurazioni non si limita alla macro-politica, ma si insinua nel cuore della medicina pratica attraverso la partnership con le Società Scientifiche. Queste associazioni di specialisti hanno un ruolo cruciale, definito per legge, nella stesura delle Linee Guida e dei Protocolli Terapeutici seguiti da ogni medico. Attraverso il finanziamento di congressi e grant di ricerca, le compagnie private possono influenzare indirettamente la definizione di “appropriatezza” delle cure. Quando un protocollo ufficiale rende necessaria una diagnostica costosa o un percorso che il SSN, a causa del suo sottofinanziamento, non riesce a garantire in tempi rapidi, l’assicurazione privata si posiziona come l’unico garante dell’appropriatezza terapeutica nel circuito convenzionato. Il dominio degli interessi assicurativi culmina nel vincolo imposto al singolo professionista sanitario. Le compagnie di Assicurazione di Responsabilità Civile (RC) professionale, che tutelano i medici dal rischio di contenzioso, operano su una logica di minimizzazione del rischio, imponendo di fatto una condizione stringente: piena copertura solo se il medico opera in stretta e totale aderenza ai protocolli standard. Questo meccanismo trasforma l’assicurazione in uno strumento di coercizione legale che compromette la libertà di scienza e coscienza. Il medico si trova costretto a scegliere tra agire nel migliore interesse del suo paziente e la propria sicurezza legale e finanziaria. Ne consegue un’esasperazione della medicina difensiva – la tendenza a sovra-prescrivere esami inutili solo per proteggersi legalmente – e il fiaccamento etico e morale del professionista, ridotto a mero esecutore di check-list dettate indirettamente dalla logica del profitto e del rischio assicurativo. L’obiettivo finale di questa operazione è lo smantellamento de facto del principio universalistico per arrivare a un modello privatistico convenzionato, con le sue logiche sperequative di stampo statunitense. La sanità cessa di essere un diritto finanziato dalla fiscalità generale per diventare un servizio basato sul premio assicurativo e sulla capacità contributiva. Se il SSN si ritira, i cittadini meno abbienti restano intrappolati in un sistema agonizzante, mentre il ceto medio è costretto a pagare premi sempre più cari per accedere a un livello di cura decente. Si tratta di un sistema che sta sostituendo la solidarietà con la polizza assicurativa, e riconoscere questa complessa rete di influenze – dal taglio di bilancio ai vincoli sui protocolli medici – è il primo passo per smascherare un sistema che sta lavorando per privatizzare la nostra salute.
Il Che Fare: I Pilastri del Piano SíAMO
Di fronte a questo assalto, il movimento SìAMO non si ferma alla denuncia, ma propone un Piano per il Nuovo SSN che è l’unica via per un risparmio strutturale e duraturo, trasformando la spesa improduttiva in investimento strategico.
1. Ritorno alla Medicina Umana e del Territorio per Risparmiare: Abolizione della logica del pro capite e MMG dipendente del SSN premiato sulla qualità della prevenzione. Intervenire sul territorio (meno di €300 all’anno) riduce il costoso ricovero in ospedale (fino a €5.000).
2. De-Aziendalizzazione e Stop al Profitto negli Ospedali: Abolizione dello status di “Azienda Ospedaliera” per finanziare gli Ospedali Pubblici in base al reale bisogno di cura (non al profitto).
3. Sovranità Sanitaria e Brevetti Pubblici: Investimento in Ricerca e nazionalizzazione dei brevetti derivanti da fondi pubblici. Questo elimina la dipendenza dai prezzi delle multinazionali, ottenendo un potenziale risparmio di miliardi di euro sulla spesa farmaceutica.
L’investimento del Piano SíAMO in capitale umano e strategia nazionale nel breve periodo si tradurrà in una riduzione esponenziale e permanente delle voci di spesa oggi fuori controllo. La battaglia per la salute è la battaglia per la democrazia.
Conclusione
Il SSN è fallito per un sistema che massimizza i costi (ricovero anziché prevenzione) e premia l’interesse privato. La soluzione SìAMO è trasformare la spesa: abolire lo status di “Azienda Ospedaliera”, rendere il medico di base un dipendente pubblico e nazionalizzare i brevetti. Questo crea un risparmio strutturale e restituisce la Sovranità Sanitaria.
Emiliano Gioia
Segretario Nazionale
Movimento SìAMO






