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IL BANCHETTO DEI VAMPIRI: Perché vi dicono che morire al lavoro è “sostenibile”

Vi stanno mentendo. E lo fanno con il sorriso di chi, mentre vi sfila il portafoglio, vi spiega che è per il vostro bene.

Il sistema pensionistico italiano non è in crisi per mancanza di soldi; è in crisi perché è diventato il banchetto privato di una casta di burocrati, assicuratori e politici.

Ci ripetono che il sistema non è sostenibile, ma è sostenibile solo pagare pensioni da 20.000 euro al mese a chi ha lasciato aziende in macerie o regalare miliardi alle assicurazioni private.

L’unica cosa che non è “sostenibile”, per loro, è che un lavoratore vada in pensione a 62 anni con un assegno che permetta di vivere con dignità.

Hanno costruito un’industria basata sul terrore per spingervi tra le braccia dei privati, volendovi esausti e poveri, perché chi lotta per la sopravvivenza non ha tempo di ribellarsi.

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IL SEQUESTRO DELLA VECCHIAIA: L’INGANNO EUROPEO E IL VUOTO DELLE “FINESTRE”

Ci parlano di riforme della giustizia, si riempiono la bocca di “standard europei” quando devono tagliare i diritti, ma diventano muti quando il confronto tocca la carne viva dei lavoratori.

In Italia, la previdenza è un sequestro di persona legalizzato: la soglia dei 67 anni è un muro che si sposta sempre più in là con il meccanismo perverso dell’aspettativa di vita.

Mentre in Francia l’età legale è di 64 anni e in Spagna o Austria i sistemi premiano la dignità, noi siamo i più vecchi al lavoro con i giovani più precari del continente.

L’ingiustizia sociale italiana è l’unica in Europa a non avere una valvola di sfogo: è un sistema progettato per far morire la gente in fabbrica o in ufficio.

Lo Stato cita l’Europa solo per giustificare i tagli, ignorando che la nostra è un’eccezione di crudeltà sociale senza eguali nel resto dell’Unione.

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IL TRADIMENTO DELLA SICUREZZA: SE IL CAOS È UN’AGENDA DI STATO

Mentre il dibattito pubblico viene inquinato da una propaganda che punta il dito contro i magistrati per invocare il “Sì” al prossimo referendum, la realtà nelle strade racconta un sabotaggio sistematico.

Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri e Vigili del Fuoco non sono solo vittime di tagli economici, ma di un impianto legislativo ordinario scritto deliberatamente per rendere inutile il loro lavoro e mettere a rischio la loro vita.

1. Il disarmo procedurale: La Riforma Cartabia

Il primo strumento di questo sabotaggio è il nuovo regime di procedibilità. Molti reati sono stati sottratti all’azione d’ufficio dello Stato, trasformando le Forze dell’Ordine in spettatori impotenti.

Art. 624 c.p. (Furto): A seguito della riforma, il furto è diventato procedibile solo a querela di parte. Se un agente blocca un ladro in flagranza ma la vittima non è rintracciabile nell’immediato o ha paura di denunciare, l’arresto non può essere convalidato. La politica ha deciso che lo Stato non ha più interesse a perseguire il reato se il cittadino non si espone personalmente.
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DDL LOCATELLI: LA TRAPPOLA DELLA SUSSISTENZA. La proposta di SìAMO per la dignità del Caregiver.

Il Caregiver non è un indigente da assistere, è un lavoratore da liberare.

Il recente Ddl Locatelli viene spacciato come una vittoria storica. In realtà, è la pietra tombale sulla dignità di chi cura. Sotto la patina del “riconoscimento”, si cela un sistema cinico che trasforma il sacrificio familiare in una condizione di schiavitù legalizzata e povertà indotta.

L’analisi della vergogna

Lo Stato ha fissato i confini della nostra esistenza: per essere degni di un sostegno, dobbiamo essere poveri (ISEE sotto i 15.000 euro) e stremati (91 ore di assistenza settimanale). Chiedere 13 ore di lavoro quotidiano per elargire una mancia da 400 euro non è welfare: è sfruttamento.

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LA FABBRICA DEL RISARCIMENTO: QUANDO LA POLITICA DIVENTA UN BUSINESS ESTRATTIVO

LA FABBRICA DEL RISARCIMENTO: QUANDO LA POLITICA DIVENTA UN BUSINESS ESTRATTIVO

Dietro la narrazione del “politico vittima dell’odio” si nasconde una realtà industriale gelida. Esistono agenzie e studi legali che hanno trasformato il monitoraggio dei social in una moderna attività estrattiva: si scava nel fango dei commenti per estrarre denaro contante. Non è giustizia; è un modello di business che si basa sulla provocazione, sul monitoraggio algoritmico e sulla profilazione patrimoniale. Il processo non nasce da una segnalazione spontanea, ma da sistemi di Social Media Intelligence (SOCMINT). Agenzie di Digital Reputation come Reputation Manager, Noima o piattaforme come Talento Company e Kiwibit offrono servizi di monitoraggio H24. Questi sistemi non si limitano a leggere i commenti, ma analizzano il “sentiment” e isolano i contenuti potenzialmente diffamatori tramite parole chiave preimpostate.

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Libertà per Mohammad Hannoun e i palestinesi arrestati – FIRMA ANCHE TU!

Libertà per Mohammad Hannoun e i palestinesi arrestati

Palestina: aiutarli non è reato – FIRMA ANCHE TU!

Nei giorni tra Natale e Capodanno un’operazione di polizia ha portato all’arresto di Mohammed Hannoun, Segretario dell’Associazione dei Palestinesi in Italia e da anni residente nel nostro Paese. Insieme a lui altri sei palestinesi, tre dei quali rilasciati dal Tribunale del Riesame nei giorni scorsi, a dimostrazione di come il castello accusatorio mostri già delle evidentissime crepe. Contemporaneamente è partita un’operazione repressiva nei confronti di chi in Italia si impegna da anni per una conoscenza corretta della questione palestinese, che vede protagonista Angela Lano, accademica e fondatrice dell’agenzia di notizie InfoPal.

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