A PROPOSITO DELLA PROPOSTA DI LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE PER LA MODIFICA DELL’ART. 11 DELLA COSTITUZIONE

Attualmente l’articolo 11 della Costituzione recita così: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo». La modifica lo rende come segue: «L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, in conformità ai principi e ai diritti garantiti dalla Costituzione, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo».

(comma 2) “L’Italia, a salvaguardia della propria sovranità e indipendenza, assume lo status di neutralità permanente rispetto a schieramenti o alleanze militari con altri Paesi, senza pregiudizio del legittimo diritto alla difesa della Nazione”.

CONSEGUENZE

L’inserimento delle parole “… in conformità ai principi e ai diritti garantiti dalla Costituzione…” blinda il secondo comma, in modo tale che l’Italia, pur aderendo ad organizzazioni internazionali, quali ONU, NATO, UE, ed accettando “…limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni…”, proprio in conformità al principio costituzionale enunciato nel secondo comma, cioè lo “ …status di neutralità permanente…”, non può essere invitata né costretta da altre Nazioni ad entrare in “… schieramenti o alleanze militari con altri Paesi…”.

Ne conseguono risultati importanti, già elencati dal Comitato “Italia Neutrale”, promotore dell’iniziativa, che riportiamo di seguito:

  • Più sicurezza.
  • Gas a basso costo dalla Russia.
  • Trattativa sui dazi, direttamente con qualunque Paese senza passare per la UE.
  • Rientro dei soldati italiani dai 42 teatri esteri, da impiegare per la vera sicurezza dei confini italiani, contro il mercato dell’immigrazione e gli eserciti industriali di riserva voluti dal globalismo delle multinazionali per togliere diritti e stato sociale ai lavoratori.
  • Nessuna arma o finanziamento all’Ucraina.
  • Nessuna spesa per la NATO e per Israele.
  • Reinvestimento delle resources attualmente destinate in armi in ricerca, scuola e sanità pubblica, pensioni, piccola e media impresa.

A questo elenco, di per sé estremamente importante e significativo, possiamo aggiungere una massiccia riconversione delle fabbriche di armi, che potremmo definire come “demilitarizzazione”, al contrario di quanto la UE vorrebbe imporre agli Stati Membri, utilizzando la raffinata tecnologia presente in tali complessi industriali, ad esempio, per produrre protesi sempre più efficienti per curare disabilità o menomazioni fisiche, in altre parole per restituire le gambe a chi le ha perse, anziché troncarle con un proiettile.

LA POSSIBILE OBIEZIONE

Già sentiamo nell’aria l’obiezione dei dotti bene informati: “ …poveri illusi, non tenete conto delle clausole segrete dei trattati internazionali, come il Trattato di Parigi, non ve lo faranno mai fare…”.

Il Trattato di Parigi, siglato nel 1947, stabilisce i rapporti tra l’Italia e gli Alleati a fine guerra, in 90 articoli corredati da allegati che definiscono alcune specifiche condizioni alle quali l’Italia, avendo perso la guerra, si deve attenere. Fin qui è tutto chiaro. In seguito, in particolare nel 1949, vengono siglati altri accordi, in parte probabilmente segreti.

Ed è proprio questo il punto: questi fantomatici accordi segreti, semplicemente non esistono, né hanno alcun effetto sulla Nazione Italia. Affermiamo ciò con assoluta fermezza in base al seguente ragionamento logico del tutto inoppugnabile:

L’esistenza di un accordo segreto tra due o più parti è senz’altro possibile, ne è un esempio la “scrittura privata”, che stabilisce i rapporti tra i contraenti, e non deve necessariamente essere conosciuta da altri. Ciò è tuttavia valido quando la scrittura privata riguarda esclusivamente i contraenti, senza alcuna ricaduta su terze persone. Qualora invece tale documento “segreto” coinvolga terze persone, queste devono esserne a conoscenza, per poter esercitare i propri diritti personali inalienabili. Se dunque esistono “parti di accordi secretate”, che ovviamente avrebbero il fine di condizionare l’esistenza dei cittadini ignari, queste semplicemente NON ESISTONO.

Chiedere di “desecretare”, di rendere pubblico ciò che è stato volutamente occultato, significa ammetterne l’esistenza, mentre è proprio l’esistenza stessa di questi ipotetici documenti che non è ammessa né ammissibile.

Qualora si obiettasse che i trattati vengono siglati da chi è stato delegato dal Popolo, ed ha quindi il “potere” di farlo, la risposta è semplice: LA DELEGA DATA DAL POPOLO AI SUOI RAPPRESENTANTI NON E’ CONFERIMENTO DI ALCUN “POTERE”, MA CONFERIMENTO DI RESPONSABILITA’.

Proprio a causa del conferimento di tale responsabilità il delegato ha l’obbligo assoluto ed inderogabile di informare i deleganti di qualsiasi azione compia o intenda compiere, e qualora compia atti “segreti” tradisce il proprio mandato e tali atti semplicemente non esistono e sono privi di qualsiasi valore ed effetto.

Ciò detto, confermiamo la nostra adesione all’iniziativa.