IL VALORE DELL’INFORMAZIONE NON SI SOSTITUISCE: SOLIDARIETÀ AI PROFESSIONISTI DI BYOBLU

COMUNICATO STAMPA

Il movimento SìAMO esprime la massima solidarietà alle lavoratrici e ai lavoratori della redazione di Byoblu, improvvisamente privati dell’accesso ai canali ufficiali e ai frutti del proprio lavoro.

Quando l’informazione, anche quella che nasce sotto la bandiera del dissenso, viene egemonizzata e personalizzata, il rischio che si inneschino dinamiche di potere capaci di influenzare, fare tendenza e infine distruggere è altissimo. Lo avevamo detto chiaramente alla nascita dell’emittente e, purtroppo, i fatti recenti sembrano confermare quella prognosi.

Professionisti stimati e voci libere come Miriam Gualandi, Giulia Bertotto e Adalberto Gianuario hanno rappresentato in questi anni il vero motore e il valore aggiunto della testata, mettendo la propria faccia, la propria competenza e la propria etica al servizio di una comunità che cercava la verità. Vedere giornalisti di questo calibro, che hanno costruito giorno dopo giorno la credibilità del progetto, messi alla porta e minacciati nella loro função da algoritmi o personalismi è inaccettabile. Non conosciamo tutti i dettagli legali o societari di questa vicenda, ma una cosa è certa: il tentativo di rimpiazzare l’intelligenza, lo studio e la sensibilità umana con l’intelligenza artificiale per liquidare chi ha fatto grande una testata è una deriva pericolosa che non dovrebbe mai poter accadere.

Il patrimonio di un’informazione libera risiede interamente nelle braccia, nelle teste, nella dignità e nella qualità professionale di chi approfondisce e racconta la realtà sul campo, non nei marchi registrati o nei domini internet. A queste donne e a questi uomini va tutto il nostro sostegno e il nostro rispetto.

Di seguito, riportiamo il comunicato integrale diffuso dalla Redazione di Byoblu:

COMUNICATO SINDACALE DELLA REDAZIONE

Byoblu, la denuncia della redazione: “Impedito l’accesso ai canali ufficiali mentre l’ex Presidente Messora apre sito con uso dell’IA”

Milano, 9 giugno. Dallo scorso 5 giugno la redazione di Byoblu è impedita nello svolgimento dell’ordinaria attività quotidiana a causa dell’impossibilità di accedere alla piattaforma del sito internet www.byoblu.com e ai profili social collegati. Lo comunicano, in una nota, i giornalisti e la direttrice della testata.

Ricordiamo che l’editore Claudio Messora aveva rassegnato le proprie dimissioni, in modo improvviso e senza un valido passaggio di consegne, dalle cariche sociali di Media Pluralisti Europei, società editrice di Byoblu, il 5 maggio scorso.

Nel frattempo è stato impedito l’accesso alla redazione ai canali social associati alla testata Byoblu, tra cui Telegram, Instagram, WhatsApp e X. Sul canale Telegram Byoblu è comparso un messaggio a firma di Messora nel quale si afferma, tra l’altro, che “è necessario aprire nuovi punti di riferimento e ridefinire quelli attuali”.

Ma non solo. Negli stessi giorni la redazione ha appreso dell’esistenza del sito news.byoblu.com, denominato “Byoblu 3.0”, descritto come “sito di informazione libera e indipendente a cura di Claudio Messora”.

Un sito web che descrive la nostra attività e i circa 3.200 soci di Media Pluralisti europei come “qualcosa di simile a uno spin-off” e che a detta dello stesso Messora “fa un uso estensivo e allo stato dell’arte delle nuove tecnologie”. La redazione sottolinea di essere totalmente estranea alla realizzazione e alla gestione del sito, che sembra abbracciare l’impiego dell’intelligenza artificiale in sostituzione dei dipendenti.

Ad aggravare la situazione, il dominio www.byoblu.com, sito che conteneva tutto il lavoro svolto dalla redazione negli ultimi sei anni, risulta essere stato sostituito dal nuovo sito web Byoblu 3.0.

Denunciamo quindi la perdita di migliaia di articoli, inchieste, documentari di cui rivendichiamo la paternità. Precisiamo che subito dopo l’annuncio delle sue dimissioni, il dottor Messora ha diffidato formalmente la società Media Pluralisti Europei, da lui fondata e di cui è ancora proprietario della maggioranza delle quote, dall’utilizzo del marchio Byoblu qualora non fosse stata corrisposta la cifra pari a oltre 50mila euro.

Ricordiamo che la testata giornalistica Byoblu risulta regolarmente registrata presso il Tribunale di Milano dal 2020 e che le responsabilità editoriali e giornalistiche restano disciplinate dalle norme vigenti. Ad oggi non sono state inviate ulteriori comunicazioni di un eventuale cancellazione dal registro del tribunale.

Alla luce degli eventi descritti, la redazione ritiene doveroso garantire la massima trasparenza nei confronti dei soci, degli abbonati, dei sostenitori e di tutti coloro che hanno seguito e sostenuto il progetto negli anni. Ci riserviamo ogni iniziativa ritenuta opportuna a tutela del lavoro svolto, della nostra professionalità e dei nostri diritti. Nel frattempo continueremo a svolgere il lavoro di informazione attraverso l’unico canale operativo e nella nostra disponibilità: il canale YouTube “Media Pluralisti”.

La Redazione