IL VIRUS DELLA REPRESSIONE: QUANDO LA SOVRANITÀ DIVENTA CARTA STRACCIA
La sovranità di una nazione non si misura dalle sfilate militari, ma dalla capacità della sua magistratura di non farsi dettare le sentenze da uffici stranieri. Quello che sta accadendo con Mohammed Hannoun e gli altri palestinesi arrestati non è un’operazione di giustizia: è un test di sottomissione.
Il terrorismo “a geometria variabile”
Esiste un parallelismo inquietante tra la gestione della farsa pandemica e l’applicazione della legge israeliana 5776 sul nostro suolo. In entrambi i casi, la norma smette di essere oggettiva e diventa un dispositivo politico orientabile, un virus che si attiva o si disattiva a seconda dell’utilità del potere.
- Il contagio di comodo: Durante l’emergenza sanitaria, il pericolo era letale se volevi manifestare in piazza, ma diventava un’influenza trascurabile se dovevi timbrare il cartellino per garantire i profitti di Confindustria.
- La colpa per procura: Oggi, la definizione di “terrorismo” segue la stessa identica logica. Viene estesa arbitrariamente fino a colpire chi invia bende e cibo, trasformando l’aiuto umanitario in un reato su indicazione di un governo straniero.
Il virus del dossieraggio
Il meccanismo è chirurgico: la minaccia è letale se devono fermare chi sostiene attivamente le vittime del terrore imperialista, ma diventa un’influenza trascurabile se serve a lubrificare i meccanismi del mercato. Questa nuova epidemia repressiva è contagiosa per fare dossier su chiunque, accumulando materiale da poter utilizzare nel momento esatto in cui qualcuno diventa fastidioso per il potere.
Se la nostra Costituzione, all’Articolo 2, impone la solidarietà sociale come dovere inderogabile, e una legge straniera la punisce con la complicità dei nostri apparati, la domanda resta una sola: chi comanda davvero in Italia? Se un cittadino è colpevole per aver adempiuto ai doveri di solidarietà, la Repubblica ha abdicato.
Chi sarà il prossimo?
Se accettiamo che un dossier del Mossad valga più di un’indagine indipendente dei nostri organi inquirenti, abbiamo bruciato il tricolore. Oggi tocca ai palestinesi e a chi fa informazione libera come Angela Lano. Domani toccherà a chiunque osi contestare i dogmi di Bruxelles o i diktat della NATO.
La “sicurezza” è diventata il nuovo “lockdown”: una parola magica usata per sospendere i diritti inviolabili e silenziare il dissenso.
La posizione di SìAMO
Il movimento SìAMO non accetta che la Repubblica si inchini a uno Stato estero, men che meno se quest’ultimo è sotto osservazione internazionale per crimini contro l’umanità. Se le prove non passano per il filtro della nostra sovranità, sono solo carta straccia, esattamente come i decreti che ci chiudevano in casa mentre le fabbriche restavano aperte.
La trincea è qui. Difendere Hannoun oggi significa difendere la nostra libertà di non essere i prossimi sulla lista nera.







