La logica del pacco e il rischio delle mappe false
L’illusione dell’orientamento
Siamo immersi nella classica dinamica del pacco, paccotto e contropaccotto. In questo scenario può sembrare vero tutto e il contrario di tutto. Non si tratta di un caso, ma di una precisa strategia: per guidare i popoli lungo i percorsi funzionali a determinati poteri, la prima regola è far perdere loro il senso dell’orientamento. Se non sai più dove ti trovi, seguirai qualunque guida ti venga offerta.
Le informazioni in nostro possesso su questi ambiti devono rappresentare una bussola, ma non potranno mai costituire la mappa con cui orientarci sul terreno.
Perché la mappa non basta?
Chi detiene un potere di tale portata ha la capacità di disegnare e sostituire mappe all’infinito, rendendole intercambiabili e pronte per ogni evenienza. Ciò che spesso crediamo di vedere non è la realtà oggettiva dei fatti, ma soltanto il riflesso di ciò che noi stessi vorremmo cogliere.
Allora che fare della bussola se non la si può posizionare su una mappa?
La si utilizza scremando le scelte di spostamento da qualsiasi forma di sensazione o percezione. Ci si deve forzatamente limitare ai fatti del vivere quotidiano con gli strumenti razionali delle azioni del momento, senza in alcun modo rischiare di essere orientati da un’informazione controllata fatta per essere guida di segmenti di sensibilità diverse.
Questa è purtroppo la realtà: la potenza di fuoco dell’informazione controllata dal potere è tale da poter produrre narrative appetibili per ogni struttura di pensiero.
Il pericolo di sposare idee tout court
Ecco perché la nostra realtà non può, in alcun caso, sposare tout court certe idee o schieramenti preconfezionati. Farlo significherebbe cadere esattamente nella trappola delle mappe false costruite a tavolino.
Quando ci si appiattisce dogmaticamente su una narrazione bloccata, si smette di usare la propria bussola e si inizia a camminare su un terreno disegnato da altri. L’informazione controllata dal potere è perfettamente in grado di produrre pacchetti ideologici pronti all’uso per qualsiasi sensibilità, comprese quelle di chi pensa di fare opposizione. Sposare un’idea a scatola chiusa significa rischiare di abboccare a una contro-narrativa creata ad hoc per incanalare, disorientare e infine neutralizzare la spinta verso una vera emancipazione.
La nostra forza risiede nel rifiuto di certezze comode e nell’ancoraggio ostinato ai fatti concreti, mantenendo la lucidità necessaria per non farsi arruolare in schemi altrui.
Il pericolo dell’illusione di sapere
In questo contesto, i peggiori nemici per la nostra volontà di emanciparci sono coloro che, pur lottando nel nostro stesso versante, credono di avere compreso tutto. Non è possibile.
Se voi aveste capito davvero tutto, allora avremmo un ulteriore problema: sareste parte di coloro che disegnano le mappe. Perché comprendere fino in fondo questi meccanismi non lo si può fare dall’esterno. Dall’esterno si può avere solo la certezza, che dipende dalle nostre diverse sensibilità, di scegliere un posizionamento a questa congeniale.
Confondere la bussola con la mappa significa cadere nella trappola di chi costruisce labirinti su misura, spingendoci a combattere ombre proiettate a pennello per distrarci dalla sostanza. Mantenere la rotta richiede lucidità: la bussola ci indica la direzione e ci ancora ai fatti concreti, mentre il terreno reale va analizzato passo dopo passo, depurato dalle trappole emotive dell’informazione di regime.
