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COMMISSIONE CULTURA ARTICOLO 32 LA SALUTE

 

Ragioniamo:

Sarebbe da contestare in radice l’argomentazione che considera la “salute” come un “diritto” o comunque una questione giuridica a partire dalla Carta Costituzionale; faccio notare come spesso si usa il verbo “spettare” per dirimere questioni interpretative sull’art. 32 che in sostanza sono un falso problema: per es. la salute come “spettante” non solo al cittadino ma all’individuo (ovvietà).

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Houston abbiamo un problema

La pace non si pietisce, non si impone, non si ottiene: la pace si pratica. Noi italiani lo sappiamo bene. Lo sappiamo perché a noi, la guerra, è costata tantissimo, non solo conteggiando le vittime in termini numerici ma, soprattutto, tenendo in considerazione le vittime morali che due guerre e molte “operazioni” di pace hanno prodotto. Maggiori informazioni

Un “piccolo mondo” digitalmente antico

 

Nell’epoca dei social media le relazioni interpersonali sono decine, se non centinaia o addirittura migliaia. Una dinamica sociale completamente diversa da quella del passato, quando i contatti erano forzatamente in “analogico”. In quel recente passato, chi si incontrava lo faceva per esigenze personali.

L’incontro era il proseguio di un percorso, vuoi ludico, professionale, politico, comunque dettato da un “bisogno”. Chi incontrava persone, chi instaurava relazioni, innescava ulteriori dinamiche sociali e, di fatto, dava vita a degli eventi. Le azioni nel presente costruivano il domani, con poca o nessuna possibilità di “controllo”.

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Recuperare la democrazia in due mosse

Per tornare a fare valere la voce di tutti in maniera democratica è necessario recuperare gli spazi di democrazia ed avere la possibilità di incidere nella cosa pubblica.
La deriva autoritaria, che oggigiorno si è palesata nel nostro paese, per essere scalzata ha bisogno delle nostre poderose spallate.

Veniamo al punto: cosa mette i parlamentari al servizio dei cittadini e cosa impone loro l’esigenza di portare avanti le istanze di chi dovrebbero rappresentare?
Con ogni evidenza: la necessità di vedersi riconfermare alle elezioni, successive al loro primo mandato. Pertanto è chiaro che, chi per essere eletto non ha bisogno del riconoscimento degli elettori, non avrà nessun obbligo nei loro confronti. Maggiori informazioni

Lettera aperta alla senatrice Segre

Onorevole senatrice Liliana Segre,

Sono Emiliano Gioia, padre di tre figli, attivista politico, segretario nazionale del movimento SìAMO, nel direttivo di Liberiamo l’Italia e Lavoratore.

Questo l’ordine delle mie priorità. Questi i punti fermi con cui da sempre mi approccio alla vita. Lei è una senatrice della repubblica e questo è fondamentale per il nostro paese perché la sua testimonianza, la storia della sua vita, le vicissitudini che suo malgrado ha dovuto affrontare, debbono essere un monito per chiunque non abbia vissuto direttamente l’epoca più buia del nostro paese. Un epoca come lei ben sa, cominciata molto prima del 1938, anno in cui fu espulsa dalla scuola elementare come previsto dal regolamento delle leggi razziali.

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