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IL DIRITTO NATURALE È IL DIRITTO DEL PIÙ FORTE

Quando si parla di “diritti naturali”, l’immaginario comune tende a evocare un insieme di garanzie sacre e inviolabili che appartengono all’essere umano per il solo fatto di nascere.

Una visione suggestiva, certo, ma che rischia di rivelarsi un’astrazione pericolosa se non viene calata nella realtà dei rapporti di forza che regolano le società.

Se spogliato della sua impalcatura filosofica, il cosiddetto “stato di natura” non distribuisce garanzie: distribuisce unicamente rapporti di potere.

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Confesso: Io non mi dichiaro antifascista perché faccio antifascismo

Perché affermi di non dichiararti antifascista, pur sostenendo di fare antifascismo?
Oggi i gruppi dichiaratamente antifascisti di fatto sono quelli più allineati alle logiche del mercato, del profitto e dello sfruttamento. Dichiararsi “antifascisti” a parole è diventato un’etichetta di comodo, un marchio di conformismo concesso da chi gestisce il potere per addomesticare il dissenso reale. Il fascismo moderno non indossa le camicie nere, né marcia su Roma: si nasconde dietro la retorica del politicamente corretto, dietro l’omologazione culturale e l’assoggettamento dell’individuo agli interessi del capitale. L’uso anacronistico del termine lascia spazio ad una serie di politiche che, paradossalmente, sono fortemente di estrazione fascista.

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Tutto quello che vi hanno raccontato avrebbero fatto il socialismo ed il comunismo lo ha fatto il capitalismo

Il paradosso della modernità è sotto gli occhi di chiunque abbia il coraggio di guardare oltre le narrazioni ufficiali. Ciò che la propaganda neoliberale ha attribuito per decenni al fantasma del collettivismo si è realizzato, punto per punto, nel cuore del capitalismo globale.
Non è servita una rivoluzione totalitaria per privare l’individuo della sua autonomia: è bastato il libero mercato senza freni.

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La gara a dire cose intelligenti, analisi della realtà, la propaganda e il caso Ceuta

La politica elettoralistica, che non è la politica della cosa pubblica, vive di marketing, segmentazione e target. Per questo persone che dicono di fare politica sentono l’esigenza di esprimersi sulla questione di Ceuta ma, per quanto premesso, queste non hanno bisogno di analisi o di unire i puntini. Semplicemente, in base al loro target o al segmento cui si rivolgono, esprimeranno la loro opinione: senza curarsi minimamente di ciò che questo può produrre.

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SOLDATI NEL GOLFO E BLITZ NEL MEDITERRANEO: L’ITALIA TRASCINATA NELLE GUERRE DEL POTERE GLOBALE

Mentre il Paese vive il torpore della metà dell’estate, emergono verità allarmanti sulle reali dimensioni del coinvolgimento militare italiano nei teatri di crisi internazionali.

Centinaia di soldati e assetti avanzati operano già dal mese di marzo in Medio Oriente senza che vi sia stato alcun dibattito pubblico o reale trasparenza istituzionale.

Contemporaneamente, nel Mediterraneo, la Marina Militare compie azioni di forza contro navi mercantili, alzando pericolosamente il livello dello scontro con Mosca.

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