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IL TRADIMENTO DELLA SICUREZZA: SE IL CAOS È UN’AGENDA DI STATO

Mentre il dibattito pubblico viene inquinato da una propaganda che punta il dito contro i magistrati per invocare il “Sì” al prossimo referendum, la realtà nelle strade racconta un sabotaggio sistematico.

Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri e Vigili del Fuoco non sono solo vittime di tagli economici, ma di un impianto legislativo ordinario scritto deliberatamente per rendere inutile il loro lavoro e mettere a rischio la loro vita.

1. Il disarmo procedurale: La Riforma Cartabia

Il primo strumento di questo sabotaggio è il nuovo regime di procedibilità. Molti reati sono stati sottratti all’azione d’ufficio dello Stato, trasformando le Forze dell’Ordine in spettatori impotenti.

Art. 624 c.p. (Furto): A seguito della riforma, il furto è diventato procedibile solo a querela di parte. Se un agente blocca un ladro in flagranza ma la vittima non è rintracciabile nell’immediato o ha paura di denunciare, l’arresto non può essere convalidato. La politica ha deciso che lo Stato non ha più interesse a perseguire il reato se il cittadino non si espone personalmente.
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DDL LOCATELLI: LA TRAPPOLA DELLA SUSSISTENZA. La proposta di SìAMO per la dignità del Caregiver.

Il Caregiver non è un indigente da assistere, è un lavoratore da liberare.

Il recente Ddl Locatelli viene spacciato come una vittoria storica. In realtà, è la pietra tombale sulla dignità di chi cura. Sotto la patina del “riconoscimento”, si cela un sistema cinico che trasforma il sacrificio familiare in una condizione di schiavitù legalizzata e povertà indotta.

L’analisi della vergogna

Lo Stato ha fissato i confini della nostra esistenza: per essere degni di un sostegno, dobbiamo essere poveri (ISEE sotto i 15.000 euro) e stremati (91 ore di assistenza settimanale). Chiedere 13 ore di lavoro quotidiano per elargire una mancia da 400 euro non è welfare: è sfruttamento.

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LA FABBRICA DEL RISARCIMENTO: QUANDO LA POLITICA DIVENTA UN BUSINESS ESTRATTIVO

LA FABBRICA DEL RISARCIMENTO: QUANDO LA POLITICA DIVENTA UN BUSINESS ESTRATTIVO

Dietro la narrazione del “politico vittima dell’odio” si nasconde una realtà industriale gelida. Esistono agenzie e studi legali che hanno trasformato il monitoraggio dei social in una moderna attività estrattiva: si scava nel fango dei commenti per estrarre denaro contante. Non è giustizia; è un modello di business che si basa sulla provocazione, sul monitoraggio algoritmico e sulla profilazione patrimoniale. Il processo non nasce da una segnalazione spontanea, ma da sistemi di Social Media Intelligence (SOCMINT). Agenzie di Digital Reputation come Reputation Manager, Noima o piattaforme come Talento Company e Kiwibit offrono servizi di monitoraggio H24. Questi sistemi non si limitano a leggere i commenti, ma analizzano il “sentiment” e isolano i contenuti potenzialmente diffamatori tramite parole chiave preimpostate.

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Libertà per Mohammad Hannoun e i palestinesi arrestati – FIRMA ANCHE TU!

Libertà per Mohammad Hannoun e i palestinesi arrestati

Palestina: aiutarli non è reato – FIRMA ANCHE TU!

Nei giorni tra Natale e Capodanno un’operazione di polizia ha portato all’arresto di Mohammed Hannoun, Segretario dell’Associazione dei Palestinesi in Italia e da anni residente nel nostro Paese. Insieme a lui altri sei palestinesi, tre dei quali rilasciati dal Tribunale del Riesame nei giorni scorsi, a dimostrazione di come il castello accusatorio mostri già delle evidentissime crepe. Contemporaneamente è partita un’operazione repressiva nei confronti di chi in Italia si impegna da anni per una conoscenza corretta della questione palestinese, che vede protagonista Angela Lano, accademica e fondatrice dell’agenzia di notizie InfoPal.

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Il Valore del Gruppo oltre l’Ego: La Postura di SìAMO contro la Personalizzazione Politica


Il movimento SìAMO nasce con l’obiettivo di restituire dignità all’azione politica, sottraendola alle derive narcisistiche che hanno caratterizzato l’ultimo decennio. Per noi, la leadership non è un diritto di proprietà o un titolo di possesso, ma una funzione di servizio temporanea al Manifesto Valoriale.

Quando questa distinzione sfuma e il leader inizia a confondere il movimento con se stesso — scambiando il consenso collettivo per un’investitura personale e illimitata — l’organizzazione smette di essere una comunità e diventa un deserto abitato da un uomo solo, per sua stessa e deliberata volontà. È l’errore fatale di chi crede che il simbolo appartenga alla sua biografia anziché alla sua gente.

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