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REFERENDUM: IL PRIMO PASSO VERSO IL CONTROLLO TOTALE

REFERENDUM: IL PRIMO PASSO VERSO IL CONTROLLO TOTALE

Se al referendum passa il sì, hanno già in agenda altri punti da modificare per prendere il controllo totale. Non fatevi ingannare dalla retorica sulla “giustizia più veloce” o sull’efficienza: la separazione delle carriere è solo il cavallo di Troia. Una volta abbattuto il primo muro, il piano per disarmare definitivamente la magistratura scatterà immediatamente.

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Solidarietà in manette: se curare un bambino diventa “finanziamento al terrorismo”

Solidarietà in manette: se curare un bambino diventa “finanziamento al terrorismo”

Sono stati depositati i motivi per cui il Tribunale del Riesame di Genova ha respinto l’istanza di scarcerazione per Mohamed Hannoun. Leggere queste pagine non è solo un esercizio giuridico, ma un viaggio in una logica repressiva che trasforma i diritti umani in capi d’accusa e la solidarietà in una forma di complicità per induzione.

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IL SEQUESTRO DELLA VECCHIAIA: L’INGANNO EUROPEO E IL VUOTO DELLE “FINESTRE”

Ci parlano di riforme della giustizia, si riempiono la bocca di “standard europei” quando devono tagliare i diritti, ma diventano muti quando il confronto tocca la carne viva dei lavoratori.

In Italia, la previdenza è un sequestro di persona legalizzato: la soglia dei 67 anni è un muro che si sposta sempre più in là con il meccanismo perverso dell’aspettativa di vita.

Mentre in Francia l’età legale è di 64 anni e in Spagna o Austria i sistemi premiano la dignità, noi siamo i più vecchi al lavoro con i giovani più precari del continente.

L’ingiustizia sociale italiana è l’unica in Europa a non avere una valvola di sfogo: è un sistema progettato per far morire la gente in fabbrica o in ufficio.

Lo Stato cita l’Europa solo per giustificare i tagli, ignorando che la nostra è un’eccezione di crudeltà sociale senza eguali nel resto dell’Unione.

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IL TRADIMENTO DELLA SICUREZZA: SE IL CAOS È UN’AGENDA DI STATO

Mentre il dibattito pubblico viene inquinato da una propaganda che punta il dito contro i magistrati per invocare il “Sì” al prossimo referendum, la realtà nelle strade racconta un sabotaggio sistematico.

Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri e Vigili del Fuoco non sono solo vittime di tagli economici, ma di un impianto legislativo ordinario scritto deliberatamente per rendere inutile il loro lavoro e mettere a rischio la loro vita.

1. Il disarmo procedurale: La Riforma Cartabia

Il primo strumento di questo sabotaggio è il nuovo regime di procedibilità. Molti reati sono stati sottratti all’azione d’ufficio dello Stato, trasformando le Forze dell’Ordine in spettatori impotenti.

Art. 624 c.p. (Furto): A seguito della riforma, il furto è diventato procedibile solo a querela di parte. Se un agente blocca un ladro in flagranza ma la vittima non è rintracciabile nell’immediato o ha paura di denunciare, l’arresto non può essere convalidato. La politica ha deciso che lo Stato non ha più interesse a perseguire il reato se il cittadino non si espone personalmente.
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DDL LOCATELLI: LA TRAPPOLA DELLA SUSSISTENZA. La proposta di SìAMO per la dignità del Caregiver.

Il Caregiver non è un indigente da assistere, è un lavoratore da liberare.

Il recente Ddl Locatelli viene spacciato come una vittoria storica. In realtà, è la pietra tombale sulla dignità di chi cura. Sotto la patina del “riconoscimento”, si cela un sistema cinico che trasforma il sacrificio familiare in una condizione di schiavitù legalizzata e povertà indotta.

L’analisi della vergogna

Lo Stato ha fissato i confini della nostra esistenza: per essere degni di un sostegno, dobbiamo essere poveri (ISEE sotto i 15.000 euro) e stremati (91 ore di assistenza settimanale). Chiedere 13 ore di lavoro quotidiano per elargire una mancia da 400 euro non è welfare: è sfruttamento.

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LA FABBRICA DEL RISARCIMENTO: QUANDO LA POLITICA DIVENTA UN BUSINESS ESTRATTIVO

LA FABBRICA DEL RISARCIMENTO: QUANDO LA POLITICA DIVENTA UN BUSINESS ESTRATTIVO

Dietro la narrazione del “politico vittima dell’odio” si nasconde una realtà industriale gelida. Esistono agenzie e studi legali che hanno trasformato il monitoraggio dei social in una moderna attività estrattiva: si scava nel fango dei commenti per estrarre denaro contante. Non è giustizia; è un modello di business che si basa sulla provocazione, sul monitoraggio algoritmico e sulla profilazione patrimoniale. Il processo non nasce da una segnalazione spontanea, ma da sistemi di Social Media Intelligence (SOCMINT). Agenzie di Digital Reputation come Reputation Manager, Noima o piattaforme come Talento Company e Kiwibit offrono servizi di monitoraggio H24. Questi sistemi non si limitano a leggere i commenti, ma analizzano il “sentiment” e isolano i contenuti potenzialmente diffamatori tramite parole chiave preimpostate.

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Libertà per Mohammad Hannoun e i palestinesi arrestati – FIRMA ANCHE TU!

Libertà per Mohammad Hannoun e i palestinesi arrestati

Palestina: aiutarli non è reato – FIRMA ANCHE TU!

Nei giorni tra Natale e Capodanno un’operazione di polizia ha portato all’arresto di Mohammed Hannoun, Segretario dell’Associazione dei Palestinesi in Italia e da anni residente nel nostro Paese. Insieme a lui altri sei palestinesi, tre dei quali rilasciati dal Tribunale del Riesame nei giorni scorsi, a dimostrazione di come il castello accusatorio mostri già delle evidentissime crepe. Contemporaneamente è partita un’operazione repressiva nei confronti di chi in Italia si impegna da anni per una conoscenza corretta della questione palestinese, che vede protagonista Angela Lano, accademica e fondatrice dell’agenzia di notizie InfoPal.

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