Isola Farnese: la dignità non aspetta la burocrazia
Abbiamo inviato una diffida formale via PEC al Sindaco di Roma e ai vertici del Municipio XV.
La situazione attuale non è solo un disagio logistico, ma un vero e proprio attacco alla dignità dei cittadini più fragili.
L’Unione Europea dei Predatori: Il rituale del sacrificio a Bruxelles
Chi non ha chiuso la manopola del gas è il mandante del massacro.
Un orrore così abbietto che persino l’inferno ne avrebbe ribrezzo.
REFERENDUM: IL PRIMO PASSO VERSO IL CONTROLLO TOTALE
Se al referendum passa il sì, hanno già in agenda altri punti da modificare per prendere il controllo totale.
Non fatevi ingannare dalla retorica sulla “giustizia più veloce” o sull’efficienza: la separazione delle carriere è solo il cavallo di Troia.
Il sacrificio del lavoratore: la regia dietro il caos di Torino
Il video del poliziotto isolato e aggredito a Torino è una vergogna che non ammette repliche. Ma fermarsi allo sdegno di facciata significa ignorare la regia che muove i fili dietro il caos. Nulla accade per caso, tanto meno nel 2026: siamo davanti a un’operazione di manipolazione volta a trasformare il dissenso in un pretesto per il potere.
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Solidarietà in manette: se curare un bambino diventa “finanziamento al terrorismo”
Solidarietà in manette: se curare un bambino diventa “finanziamento al terrorismo”
Sono stati depositati i motivi per cui il Tribunale del Riesame di Genova ha respinto l’istanza di scarcerazione per Mohamed Hannoun. Leggere queste pagine non è solo un esercizio giuridico, ma un viaggio in una logica repressiva che trasforma i diritti umani in capi d’accusa e la solidarietà in una forma di complicità per induzione.
Maggiori informazioniRELAZIONE TECNICO-GIURIDICA – Motivazioni per votare NO al referendum sulla riforma costituzionale della giustizia (Riforma Nordio-Meloni)
Analisi critica della riforma costituzionale approvata il 30 ottobre 2025.
Un documento tecnico che smaschera l’attacco all’indipendenza della magistratura e i rischi per lo Stato di diritto.
Le ragioni del NO per difendere la Costituzione del 1948 e l’equilibrio dei poteri.
IL SEQUESTRO DELLA VECCHIAIA: L’INGANNO EUROPEO E IL VUOTO DELLE “FINESTRE”
Ci parlano di riforme della giustizia, si riempiono la bocca di “standard europei” quando devono tagliare i diritti, ma diventano muti quando il confronto tocca la carne viva dei lavoratori.
In Italia, la previdenza è un sequestro di persona legalizzato: la soglia dei 67 anni è un muro che si sposta sempre più in là con il meccanismo perverso dell’aspettativa di vita.
Mentre in Francia l’età legale è di 64 anni e in Spagna o Austria i sistemi premiano la dignità, noi siamo i più vecchi al lavoro con i giovani più precari del continente.
L’ingiustizia sociale italiana è l’unica in Europa a non avere una valvola di sfogo: è un sistema progettato per far morire la gente in fabbrica o in ufficio.
Lo Stato cita l’Europa solo per giustificare i tagli, ignorando che la nostra è un’eccezione di crudeltà sociale senza eguali nel resto dell’Unione.
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IL TRADIMENTO DELLA SICUREZZA: SE IL CAOS È UN’AGENDA DI STATO
Mentre il dibattito pubblico viene inquinato da una propaganda che punta il dito contro i magistrati per invocare il “Sì” al prossimo referendum, la realtà nelle strade racconta un sabotaggio sistematico.
Poliziotti, Carabinieri, Finanzieri e Vigili del Fuoco non sono solo vittime di tagli economici, ma di un impianto legislativo ordinario scritto deliberatamente per rendere inutile il loro lavoro e mettere a rischio la loro vita.
1. Il disarmo procedurale: La Riforma Cartabia
Il primo strumento di questo sabotaggio è il nuovo regime di procedibilità. Molti reati sono stati sottratti all’azione d’ufficio dello Stato, trasformando le Forze dell’Ordine in spettatori impotenti.
Art. 624 c.p. (Furto): A seguito della riforma, il furto è diventato procedibile solo a querela di parte. Se un agente blocca un ladro in flagranza ma la vittima non è rintracciabile nell’immediato o ha paura di denunciare, l’arresto non può essere convalidato. La politica ha deciso che lo Stato non ha più interesse a perseguire il reato se il cittadino non si espone personalmente.
DDL LOCATELLI: LA TRAPPOLA DELLA SUSSISTENZA. La proposta di SìAMO per la dignità del Caregiver.
Il Caregiver non è un indigente da assistere, è un lavoratore da liberare.
Il recente Ddl Locatelli viene spacciato come una vittoria storica. In realtà, è la pietra tombale sulla dignità di chi cura. Sotto la patina del “riconoscimento”, si cela un sistema cinico che trasforma il sacrificio familiare in una condizione di schiavitù legalizzata e povertà indotta.
L’analisi della vergogna
Lo Stato ha fissato i confini della nostra esistenza: per essere degni di un sostegno, dobbiamo essere poveri (ISEE sotto i 15.000 euro) e stremati (91 ore di assistenza settimanale). Chiedere 13 ore di lavoro quotidiano per elargire una mancia da 400 euro non è welfare: è sfruttamento.
