Comunicato: Il Movimento SìAMO e Agorà

Quando alla fine dello scorso aprile Angelo D’Orsi ha lanciato il suo appello per la costruzione di uno schieramento politico indipendente in vista delle prossime scadenze elettorali, abbiamo valutato quella sollecitazione con grande senso di responsabilità.

Tuttavia, fin dai primi contatti con il gruppo promotore e nel successivo confronto del 14 luglio, abbiamo chiarito la nostra posizione. Non abbiamo preso parte all’assemblea pubblica del 27 giugno a Roma proprio per una precisa questione di principio: le interlocuzioni e i confronti politici si svolgono prima di un’uscita pubblica e non a cose fatte. Ciononostante, avevamo scelto di verificare se vi fossero i margini per superare questi errori di metodo ed evitare derive verticistiche.

Proposte radicali contro la struttura del potere

Il movimento SìAMO muove da un principio di fondo: a ogni decisione o misura calata dall’alto da chi oggi gestisce il potere e la struttura sociale, noi non rispondiamo con la semplice protesta, ma opponiamo un disaccordo fondato su progetti alternativi e concreti. Lo dimostrano i lavori che abbiamo elaborato in questi anni, nei quali indichiamo come affrontare e risolvere i nodi cruciali della società: dalla riforma integrale del Servizio Sanitario Nazionale a quella del sistema pensionistico, fino alla riorganizzazione della giustizia.

La nostra è un’impostazione radicale, sostenuta da analisi profonde e ben radicate. L’idea di unire le forze con altre realtà ha senso per noi solo se si traduce in un moltiplicatore della nostra capacità di incidenza e di lotta. In nessun caso questo percorso potrà portare all’annacquamento o alla diluizione delle nostre battaglie e dei nostri contenuti programmatici.

Le criticità sul metodo e sull’organizzazione

L’analisi del recente documento intitolato “Proposta di struttura politica di Agorà” ha purtroppo confermato le nostre perplessità. Le osservazioni che avevamo posto sul tema della democrazia interna e del coinvolgimento della base non sono state accolte; il testo prefigura anzi un modello organizzativo opposto, fortemente accentrato.

Lo schema delineato concentra la sovranità reale nelle mani di un Esecutivo e di una figura con poteri di decisione finale e di veto, riducendo gli organismi assembleari a ruoli prevalentemente formali. La stessa Assemblea nazionale, collocata solo a gennaio 2027 quando le scelte di fondo su liste e alleanze saranno già compiute, rischia di non avere alcun margine di manovra effettivo.

Anche l’impostazione del programma, affidato a singoli specialisti senza un reale percorso di discussione ed elaborazione collettiva, finisce per escludere i militanti e i sostenitori dal ruolo di effettivi costruttori del progetto.

La nostra posizione

Non si tratta di una divergenza personale o di natura tattica, ma di una fondamentale questione di sostanza e di metodo: la struttura con cui nasce un soggetto politico ne definisce inevitabilmente la natura e l’evoluzione.

Qualora l’impostazione di Agorà rimanga quella fissata nel documento, il movimento SìAMO non potrà prendere parte a questo processo costituente, ritenendolo distante dalla propria visione di partecipazione diretta e dalla propria radicata proposta politica.

Riconfermiamo comunque la disponibilità a collaborare in modo fraterno su specifiche iniziative territoriali e tematiche, ogni volta che ciò possa servire a rafforzare la tutela dei diritti dei lavoratori e la vera sovranità democratica.

Non vos subditi quia illi reges, sed illi reges quia vos subditi!

Movimento SìAMO
31 luglio 2026