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Emergenza Vigili del Fuoco: Roma Brucia, l’Italia Affanna e la Politica Finanzia le Armi

Mentre le fiamme e il calore estivo stringono d’assedio la Capitale e diverse regioni d’Italia, il dispositivo di soccorso pubblico si trova a operare in condizioni d’emergenza cronica. A Roma, la situazione ha superato il livello di guardia: dei circa 1.700 operatori previsti dalla pianta organica ne risultano in servizio poco più di 1.280, con una squadra operativa reale stimata in soli 1.150 uomini posti a protezione di oltre 4 milioni di residenti e di un territorio vastissimo.

A questo deficit di personale si aggiunge una drammatica carenza di autisti abilitati ai mezzi pesanti, che costringe molte autobotti a restare inutilizzate nei garage, affiancate da un parco veicoli in cui oltre la metà dei mezzi supera i venti anni di servizio o risulta costantemente in riparazione.

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Comunicato: Il Movimento SìAMO e Agorà

Quando alla fine dello scorso aprile Angelo D’Orsi ha lanciato il suo appello per la costruzione di uno schieramento politico indipendente in vista delle prossime scadenze elettorali, abbiamo valutato quella sollecitazione con grande senso di responsabilità.

Tuttavia, fin dai primi contatti con il gruppo promotore e nel successivo confronto del 14 luglio, abbiamo chiarito la nostra posizione. Non abbiamo preso parte all’assemblea pubblica del 27 giugno a Roma proprio per una precisa questione di principio: le interlocuzioni e i confronti politici si svolgono prima di un’uscita pubblica e non a cose fatte. Ciononostante, avevamo scelto di verificare se vi fossero i margini per superare questi errori di metodo ed evitare derive verticistiche.

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La trappola della sovranità: la guerra ibrida contro chi non si allinea

Il prezzo dell’autonomia si misura sulle frontiere e sui diritti. Quando una nazione decide di valicare la linea tracciata dalle egemonie dominanti, agendo in difesa del diritto internazionale e della propria indipendenza strategica, il sistema di potere non risponde con le guerre tradizionali. Attiva la tenaglia asimmetrica della guerra ibrida. La violenta pressione esercitata sulla Spagna è l’ennesima riprova di come le sanzioni e la ritorsione vengano applicate a chiunque tenti di uscire dai binari imposti dall’asse Washington-Tel Aviv.

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