IL SEQUESTRO DELLA VECCHIAIA: L’INGANNO EUROPEO E IL VUOTO DELLE “FINESTRE”
Ci parlano di riforme della giustizia, si riempiono la bocca di “standard europei” quando devono tagliare i diritti, ma diventano muti quando il confronto tocca la carne viva dei lavoratori.
In Italia, la previdenza è un sequestro di persona legalizzato: la soglia dei 67 anni è un muro che si sposta sempre più in là con il meccanismo perverso dell’aspettativa di vita.
Mentre in Francia l’età legale è di 64 anni e in Spagna o Austria i sistemi premiano la dignità, noi siamo i più vecchi al lavoro con i giovani più precari del continente.
L’ingiustizia sociale italiana è l’unica in Europa a non avere una valvola di sfogo: è un sistema progettato per far morire la gente in fabbrica o in ufficio.
Lo Stato cita l’Europa solo per giustificare i tagli, ignorando che la nostra è un’eccezione di crudeltà sociale senza eguali nel resto dell’Unione.
Il limbo del nulla: le “Finestre Mobili”
L’insulto finale è il mostro burocratico della “finestra mobile”. Hai raggiunto i requisiti? Hai versato per 42 anni? Bene, ora aspetta nel limbo.
Lo Stato ti impone un vuoto che va dai 3 ai 9 mesi in cui sei un fantasma: non sei più un lavoratore e non sei ancora un pensionato. Rimanere senza stipendio e senza pensione è un furto legalizzato.
La nostra risposta
Mentre loro citano l’Europa per i tagli, noi citiamo la Costituzione per esigere dignità. La nostra riforma è una liberazione:
- Basta inseguire l’aspettativa di vita: il tempo appartiene all’uomo, non alle statistiche INPS.
- Abolizione delle finestre: il primo assegno deve arrivare il mese successivo all’ultimo stipendio.
- Uscita a 62 anni: perché siamo veterani di questa società, non schiavi.
Il silenzio di chi aspetta la pensione non è rassegnazione, è la calma che precede la tempesta. La vostra “sostenibilità” è la nostra agonia. Prepariamo la chiave inglese. Il segnale arriverà.






